Apre l’Expo 2010 a Shanghai.
Otto anni di lavori, 242 padiglioni, dicono una città rinnovata, infrastrutture soprattutto, ma alcuni piangono ancora, non vanno per il sottile lì.
C’è il padiglione italiano, lo vedranno i 70milioni di visitatori (100mila per la questura), progettato da Giampaolo Imbrighi e Iodice Architetti.
Non mi piace.
Ma non voglio parlarne male: non ho mai sentito prima il nome dei progettisti ed è colpa mia, non è una pregiudiziale, anzi. Non è elegante parlar male del lavoro degli italiani che ci rappresentano all’estero, soprattutto se, guardandomi dentro, il motivo potrebbe essere invidia. In generale poi i padiglioni (expo, biennali, triennali, fiere, ecc) sono sempre brutti, se si escludono rare eccezioni, sono tutti compresi nel loro narcisismo.
Certo che presentarsi a Shanghai con un padiglione che rende “omaggio […] al famoso gioco”, beh, Italia, paese di santi, poeti, navigatori, ecc, ecc.
[Disclaimer] Se il padiglione dell’Italia - lo Stile nel mondo - non è tra The Big Picture è solo un caso.
P.S.: fra cinque anni aprirà l’Expo 2015 di Milano.
Aprirà?
Da tre mattine, svegliandomi presto, ascolto la breve striscia Italia in controluce su Radio24 e ne parlano 1, 2, 3 volte.
P.P.S.: anche qui.